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Un network di partner per il futuro dell’educazione

La partecipazione ad un progetto europeo implica la collaborazione e la creazione di una rete di partner: lo stesso vale per una fondazione con l’intento di progettare il near future dell’educazione come la nostra. Dovevamo individuare i soggetti adeguati a supportare il nostro progetto, a livelli differenti.

Il “GRUPPO PARTNER” ha svolto proprio questo compito: selezionare e informarsi sulle aziende e le istituzioni che, per vocazione, skill e posizionamento, potevano essere interessate al nostro progetto e a diventarne parte attiva.

FASE 1. L’individuazione dei soggetti

In un primo momento il lavoro è stato più collettivo, poi ognuno di noi si è focalizzato su una determinata azienda con l’obbiettivo di approfondire gli aspetti e i temi d’interesse dei selezionati. Così, stilata una lista di nomi poco organizzata – una sorta di maxi elenco sparso sintesi di un brain-storming – abbiamo sviluppato una ricerca che specificasse quali fossero gli ambiti d’interesse, il contributo al progetto, le persone che vi lavoravano e il loro ruolo interno di ogni singolo possibile partner individuato.

Tutti questi dati sono stati schematizzati in un foglio excel che per ogni soggetto indicava: 1) NOME, 2) REFERENTE, 3) AMBITO D’INTERESSE GENERALE, 4) eventuale RUOLO NEL PROGETTO, 5) COLLOCAZIONE e altre informazioni che potevano esserci utili.

Nonostante questo schema riorganizzasse già meglio tutti i dati, non era ancora soddisfacente.

Ciascun partner, infatti, presentava delle caratteristiche specifiche che lo differenziavano dagli altri. La cosa più logica ci è sembrata, così, quella di ristrutturare la lista suddividendo i nomi selezionati in altre sei macro-categorie: 1) Editoria, 2) Innovazione, 3) Istituzioni, 4) Scuole, 5) Ambito tecnico/tecnologico e 6) Telecomunicazione.

FASE 2. Il contatto

Avevamo raggiunto un grado di organizzazione adeguato che ci permetteva di passare alla fase successiva: entrare in contatto con ogni singolo referente.

Per farlo abbiamo stilato una lettera generale che spiegasse chi fossimo, il nostro obiettivo, come intendevamo raggiungerlo e attraverso quali mezzi, chi già era entrato in contatto con noi e ci sosteneva e il motivo specifico per il quale avevamo contatto proprio loro e avevamo pensato che potessero essere il partner che cercavamo. Ogni lettera, chiaramente è stata personalizzata ed adeguata ad ogni collaboratore ed è stata inviata con un obiettivo preciso, ognuno può avere un ruolo fondamentale nel progetto prendendosi a cuore un determinato aspetto e confrontandosi con noi su tematiche specifiche, in una logica di dare-avere proficua.

Riflessioni sull’attività del gruppo

Alcuni partner si sono già uniti alla nostra squadra: un esempio molto interessante è rappresentato da Pearson (Italia), casa editrice leader mondiale nell’istruzione e formazione: fra i partner da noi selezionati, dopo l’uscita del primo articolo sul Nòva, siamo stati contattati direttamente da loro staff e un dialogo costruttivo si è aperto.

Altri ancora devono manifestare la loro adesione, in ogni caso possiamo dire che questa esperienza è stata altamente formativa.

Il designer per definizione si interessa a diversi ambiti lasciandosi coinvolgere da tutto ciò che può essere utile al suo progetto, che può agevolarlo nel costruire la propria narrazione. Questa esperienza, che potrebbe sembrare apparentemente scollegata, un po’ fuori dall’ordinario lavoro del progettista, in realtà è una buona occasione per imparare a gestire ambiti e aspetti che sicuramente in un futuro andranno a far parte della nostra professione, e che, se già affrontati didatticamente, non potranno che essere un’enorme personale ricchezza.

Prendi il meglio di ogni cosa e fanne tesoro.