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Gli assi del cambiamento e il futuro dell’educazione

L’analisi dello stato delle arti, delle tecnologie e quella etnografica ci ha portato a individuare 11 aree che abbiamo definito “assi del cambiamento”: direzioni sulle quali intervenire nel passaggio dalla condizione attuale alla scuola del futuro, e che costituiscono lo scheletro della Future Map.

Abbiamo iniziato a definire queste aree, iniziando a prendere degli appunti come base per la nostra ricerca. Li riportiamo di seguito:

TECNOLOGIE: L’utilizzo tecnologie ubique e nomadiche, di tablet, lavagne digitali, ologrammi e realtà aumentata potrà integrare le lezioni svolte in aula consentendo una nuova concezione di “materiale didattico” e dando la possibilità di approfondire gli argomenti trattati.

ARCHITETTURA. Sarà fondamentale concentrarci sull’importanza degli spazi come luogo d’interazione, crescita e scambio: laboratori, fab lab, mensa, biblioteca interattiva, attività sportive, auditorium per discutere insieme, aree per le pause, cortile interno, aree aperte fino a mezzanotte. La forma e concezione delle aule cambierà radicalmente: saranno mutevoli, aperte, dotate di tecnologie ed opportunità d’interazione naturale, facilmente riprogrammabili per uso e destinazione. Si concepiranno ambienti multi-modali, in cui svolgere varie attività. La condivisione degli spazi stimolerà l’apprendimento autonomo e la collaborazione spontanea tra studenti. Abbiamo infine individuato nella accessibilità ai disabili e nella tutela dell’ambiente in cui viviamo due elementi fondamentali: edifici progettati in fretta con vecchi metodi per un bisogno imminente, senza tener conto delle necessità che potrebbero presentarsi negli anni a seguire, non sono più sostenibili. 

INFRASTRUTTURE. Un accesso ad Internet veloce potrà garantire la possibilità di interconnettere persone, oggetti, sensori, luoghi, dispositivi, senza impedimenti tecnici dovuti ad una scarsa connessione.

METODOLOGIE. Il metodo scolastico sarà totalmente rivoluzionato, gli insegnanti saranno assistiti da dispositivi tecnologici, che consentiranno un sistema d’insegnamento personalizzato per ogni alunno in base alle proprie capacità/preparazione. Gli stessi dispositivi potranno essere utilizzati in classe per prendere appunti, o a casa per rivedere le lezioni, fare ricerche e compiti, simulare esercitazioni, condividere materiali con altre persone e contattare i docenti per ricevere sostegno: alcuni sostengono addirittura che il docente potrebbe essere sostituito dalla tecnologia e che gli alunni saranno completamente autonomi nei loro studi, un tema controverso che va approfondito in maniera critica. Il sistema d’insegnamento potrà essere invertito: le lezioni potranno essere seguite da casa; si andrà a scuola per fare i compiti con l’aiuto del professore. Si ipotizzano inoltre sistemi basati sulla sperimentazione diretta per favorire un apprendimento più rapido. Inoltre, i corsi online tenuti da un’infinita varietà di professori permetteranno di scegliere il tipo di insegnamento più adatto ad ogni studente, che potrà imparare anche giocando a seconda del metodo scelto.

TEMPO. Evidenziamo la possibilità di una gestione più personale del tempo: scansioni temporali differenti, più rilassate o intense a seconda degli scenari, dei nostri desideri e delle attività che vorremmo svolgere. Asincronia, sincronia, serendipity, tempi meditativi e tempi dedicati alla performance ed all’efficienza: il tempo si moltiplica diventando uno strumento agibile, personalizzabile, scandibile in diversi modi, più adatti ad ognuno di noi.

DESTINAZIONE D’USO / PERSONALIZZAZIONE SPAZI. Immaginiamo ambienti mutaforme: spazi plasmabili a seconda delle esigenze. Una grande aula che diventa un laboratorio, o uno spazio per la performance artistica. Uno spazio che da pubblico può trasformarsi in privato, dedicato all’intimità ed alla privacy o al riposo, e viceversa. E cosí via, con spazi ricombinanti che possono essere riprogrammati, proiettati, connessi, aperti, chiusi, diagonalizzati, spettacolarizzati a seconda dell’esigenza momentanea.

IDENTITA’/ APPARTENENZA. Il senso di appartenenza a qualcosa subirà sicuramente delle trasformazioni. Non ci si sentirà parte solamente di una determinata Università ma di un complesso più ampio: una comunità di persone che vogliono imparare, insegnare, collaborare, fare ricerca e condividere i propri saperi per soddisfare i propri desideri e le proprie inclinazioni. Tali aggregazioni non si formeranno per fasce di età ma per scelta/desiderio di ogni individuo di prenderne parte. Non si tratterà di comunità necessariamente riconducibile ad una “classe fisica”, ma potrà essere una rete composta da individui sparsi nel mondo che condividono tra loro dati, saperi, informazioni, conoscenza. Ogni individuo sarà libero di prendere contemporaneamente parte a più reti, e assumere ruoli diversi in ognuna di queste ( studenti, professori, collaboratori ecc.)

APERTURA/PARTECIPAZIONE. La condivisione del sapere non sarà limitata entro le mura dell’università, ma coinvolgerà soggetti differenti e provenienti da diverse città. Si tratterà di un sapere permeabile che si allargherà al mondo intero, grazie allo scambio di informazioni online aperto a tutti. Ci sarà uno scambio che richiederà la partecipazione non solo di altre Università, ma di qualsiasi individuo desideroso di collaborare con le sue conoscenze e capacità. Per esempio di potrà adottare un’unica classe in cui gli studenti di tutto il mondo potranno imparare gli uni dagli altri comunicando tra loro tramite videochiamate in tempo reale. Il materiale didattico (lezioni, libri) sarà reso accessibile a tutti con la possibilità di condividere con altre persone commenti, ed osservazioni personali. L’apertura dell’Università sarà anche verso il mondo del lavoro, facilitando collaborazioni con aziende ed enti in cui gli studenti potranno mettere in pratica le loro conoscenze, imparare e allo stesso tempo trasmettere qualche nuovo sapere all’azienda.

COMUNICAZIONE. L’università non sarà più un posto chiuso e riservato agli studenti, ma un luogo di passaggio che interagisce con il mondo esterno, di conseguenza aperto ad ogni esperienza concreta e reale. La comunicazione interna (tra studenti, professori, ricercatori) sarà più diretta e ci sarà un’interazione plurilaterale tra individui grazie alle diverse possibilità di contatto (sia fisico che virtuale). Allo stesso tempo, la comunicazione verso l’esterno sarà ampliata dalla condivisione con diversi soggetti, l’apertura e la collaborazione con individui esterni.

PROPRIETA’ INTELLETTUALE. Un modello di università come questo richiede una libera e vasta circolazione di informazioni, dati, conoscenze. Al contempo, se ne dovrà garantire in qualche modo la tutela, consentendo che le informazioni (i saperi, le conoscenze..) siano libere e accessibili.

PRIVACY. L’apertura verso l’esterno, la condivisione e la comunicazione (interna ed esterna) porteranno a dover rivedere e rivalutare l’abituale concezione per la privacy. Nella scuola del futuro prossimo, ad esempio, molto materiale personale sarà tendenzialmente reso pubblico, le lezioni saranno aperte a tutti, e così via. Sarà, quindi, necessario tutelare in termini di privacy gli individui e gli enti che faranno parte di questo ampio sistema universitario. 

 

Quali potrebbero essere secondo voi le possibilità di miglioramento nel futuro dell’educazione? Quali sono gli assi del cambiamento per i quali sentite una maggiore necessità di sviluppo? Possono esserci degli assi già “soddisfacenti” nella loro situazione attuale?

Vi lasciamo con un invito all’espressione: collaborare attivamente allo sviluppo di questo scenario per far si che il laboratorio di Near Future sul futuro dell’educazione sia l’occasione di una conversazione aperta e capace di  stimolare e includere soggetti, competenze, punti di vista differenti.